Isaia 45:1-10
Isaia 45:1-10 ICL00D
Il Signore dice al re Ciro, che egli ha scelto: «Ti do tutto il mio appoggio per sottomettere le nazioni, per detronizzare i re e spalancare davanti a te le porte sbarrate delle città. Ti precederò, per prepararti il terreno ed eliminare davanti a te ogni ostacolo, per abbattere le porte di bronzo e rompere le spranghe di ferro. Ti farò scoprire tesori segreti, ricchezze ben nascoste. Così tu riconoscerai che io, il Signore, il Dio d'Israele, ti ho affidato un incarico. Per amore d'Israele, mio servo, di Giacobbe, popolo da me scelto, ti ho affidato un incarico. Ti ho concesso questo onore anche se tu non mi conoscevi. Il Signore sono io e nessun altro. All’infuori di me non c’è altro Dio. Farò di te un re potente anche se tu non mi conosci. Così, dall’oriente all’occidente, tutti sapranno che all’infuori di me non c’è nessuno. Il Signore sono io e nessun altro. Io faccio la luce e creo l’oscurità; procuro il benessere e provoco la disgrazia. Io, il Signore, compio tutto questo. Il cielo dall’alto mandi la rugiada e le nubi come pioggia, la vittoria! La terra si apra e l’accolga, per far germogliare la giustizia e fiorire la salvezza! Io, il Signore, ho creato tutto questo». Guai all’uomo, semplice vaso di argilla tra i tanti, che osa rimproverare chi lo ha plasmato! Può forse l’argilla chiedere a chi lavora: «Che cosa fai?», o dire al vasaio: «Il tuo lavoro è incompleto!»? Guai a chi osa dire a suo padre: «Perché mi hai generato?», o a sua madre: «Perché mi hai messo al mondo?».

