Logo dell'App Bibbia
Icona Cerca

EPISTOLA DI S. PAOLO II A TIMOTEO 2:14-26

EPISTOLA DI S. PAOLO II A TIMOTEO 2:14-26 DB1885

RAMMEMORA queste cose, protestando, nel cospetto di Dio, che non si contenda di parole, il che a nulla è utile, anzi è per sovvertir gli uditori. Studiati di presentar te stesso approvato a Dio, operaio che non abbia ad esser confuso, che tagli dirittamente la parola della verità. Ma schiva le profane vanità di voci; perciocchè procederanno innanzi a maggiore empietà. E la parola di tali andrà rodendo, a guisa di gangrena; dei quali è Imeneo, e Fileto; i quali si sono sviati dalla verità; dicendo che la risurrezione è già avvenuta; e sovvertono la fede d'alcuni. Ma pure il fondamento di Dio sta fermo, avendo questo suggello: Il Signore conosce que' che son suoi, e: Ritraggasi dall'iniquità chiunque nomina il nome di Cristo. Or in una gran casa non vi sono sol vasi d'oro e d'argento, ma ancora di legno, e di terra; e gli uni sono ad onore, gli altri a disonore. Se dunque alcuno si purifica da queste cose, sarà un vaso ad onore, santificato ed acconcio al servigio del Signore, preparato ad ogni buona opera. Or fuggi gli appetiti giovanili, e procaccia giustizia, fede, carità, pace con quelli che di cuor puro invocano il Signore. E schiva le quistioni stolte e scempie, sapendo che generano contese. Or non bisogna che il servitor del Signore contenda; ma che sia benigno inverso tutti, atto e pronto ad insegnare, che comporti i mali; che ammaestri con mansuetudine quelli che son disposti in contrario, per provar se talora Iddio desse loro di ravvedersi, per conoscer la verità; in maniera che, tornati a sana mente, uscissero dal laccio del diavolo, dal quale erano stati presi, per farla sua volontà.