Secondo libro delle Cronache 2:1-6 - Confronta tutte le versioni
Secondo libro delle Cronache 2:1-6 NR06 (Nuova Riveduta 2006)
Salomone decise di costruire una casa per il nome del SIGNORE e un palazzo reale per sé. Salomone arruolò settantamila uomini per portare pesi, ottantamila per tagliare pietre nella montagna e tremilaseicento per sorvegliarli. Poi Salomone mandò a dire a Curam, re di Tiro: «Fa’ con me come facesti con Davide mio padre, al quale mandasti dei cedri per la costruzione del suo palazzo. Io sto per costruire una casa per il nome del SIGNORE mio Dio, per consacrargliela, per bruciare davanti a lui il profumo fragrante, per esporvi permanentemente i pani della presentazione e per offrirvi gli olocausti del mattino e della sera, dei sabati, dei noviluni e delle feste del SIGNORE nostro Dio. Questa è una legge perenne per Israele. La casa che io sto per costruire sarà grande, perché il nostro Dio è più grande di tutti gli dèi. Ma chi sarà tanto capace da costruirgli una casa, se i cieli e i cieli dei cieli non possono contenerlo? E chi sono io per costruirgli una casa, anche soltanto per bruciarvi dei profumi davanti a lui?
Secondo libro delle Cronache 2:1-6 NR94 (Nuova Riveduta 1994)
*Salomone decise di costruire una casa per il nome del Signore, e un palazzo reale per sé. Salomone arruolò settantamila uomini per portare pesi, ottantamila per tagliar pietre nella montagna, e tremilaseicento per sorvegliarli. Poi Salomone mandò a dire a Curam re di *Tiro: «Fa' con me come facesti con *Davide mio padre, al quale mandasti dei cedri per la costruzione del suo palazzo. Io sto per costruire una casa per il nome del Signore mio Dio, per consacrargliela, per bruciare davanti a lui il profumo fragrante, per esporvi permanentemente i *pani della presentazione, e per offrirvi gli olocausti del mattino e della sera, dei sabati, dei noviluni, e delle *feste del Signore nostro Dio. Questa è una legge perenne per *Israele. La casa che io sto per costruire sarà grande, perché il nostro Dio è piú grande di tutti gli dèi. Ma chi sarà tanto capace da costruirgli una casa, se i cieli e i cieli dei cieli non possono contenerlo? E chi sono io per costruirgli una casa, anche soltanto per bruciarvi dei profumi davanti a lui?
Secondo libro delle Cronache 2:1-6 ICL00D (Traduzione Interconfessionale in Lingua Corrente)
Reclutò settantamila manovali e ottantamila tagliapietre perché lavorassero in montagna sotto la direzione di tremilaseicento sorveglianti. Salomone inviò questo messaggio a Curam re di Tiro: «Tu hai mandato legname di cedro a mio padre Davide per la costruzione della sua casa. Ti chiedo di fare lo stesso per me. Ho infatti in animo di costruire un tempio per il Signore mio Dio. In questo luogo santo si brucerà incenso profumato, si presenterà con regolarità l’offerta dei pani e si bruceranno sacrifici: mattino e sera, ogni sabato, all’inizio di ogni mese e in tutte le feste del Signore nostro Dio, come è stabilito per sempre in Israele. Il tempio che voglio costruire dev’essere grandioso, perché il nostro Dio è il più grande di tutti gli dèi. In realtà nessuno, tantomeno io, può pretendere di costruirgli una vera casa, perché neppure i cieli, nella loro immensità, possono contenerlo. Non intendo costruirgli una casa, ma solo un luogo dove bruciare l’incenso in suo onore. «Quindi, ti prego, mandami un artigiano che sa lavorare bene l’oro e l’argento, il bronzo e il ferro, abile tintore di tessuti in colore violetto, cremisi e porpora e bravo nell’arte dell'intaglio. Egli dirigerà il lavoro degli artigiani, scelti da mio padre Davide, che io ho a disposizione qui a Gerusalemme e in Giudea.
Secondo libro delle Cronache 2:1-6 DB1885 (Diodati Bibbia 1885)
OR Salomone, avendo deliberato di edificare una Casa al Nome del Signore, e la sua casa reale, annoverò settantamila uomini da portar pesi, e ottantamila da tagliar pietre nel monte, e tremila siecento commissari sopra essi. Poi mandò a dire ad Huram, re di Tiro: Fa' inverso me come tu facesti inverso Davide, mio padre, al quale tu mandasti cedri, per edificarsi una casa per abitarvi. Ecco, io edifico una Casa al nome del Signore Iddio mio, per consacrargliela, per far profumi di aromati davanti a lui, e per presentargli i pani che hanno da esser del continuo disposti per ordine, e per offerirgli olocausti della mattina e della sera, e de' sabati, e delle calendi, e delle feste solenni del Signore Iddio nostro, come ciò è imposto in perpetuo ad Israele. Or la Casa, ch'io edifico è grande; perciocchè l'Iddio nostro è grande più che tutti gl'Iddii. E chi avrebbe il potere di edificargli una Casa? conciossiachè i cieli, e i cieli de' cieli, non lo possano comprendere? e chi son io, che io gli edifichi una Casa, se non che sia per far profumi davanti a lui?