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Proverbi 30:7-28

Proverbi 30:7-28 ICL00D

Due cose ti chiedo, o Dio, non negarmele finché vivo: tieni lontano da me falsità e menzogna, e dammi quel che è necessario per vivere, senza farmi né ricco né povero. Se fossi ricco potrei rinnegarti pensando di non aver bisogno di te; se fossi povero potrei rubare disubbidendo alla tua volontà. Non calunniare un servo davanti al suo padrone; altrimenti ti maledirà e ne pagherai il fio. C’è gente che maledice suo padre e non rispetta sua madre! C’è gente che si crede a posto ma non si è liberata dai suoi vizi! C’è gente così superba e sicura di sé che guarda gli altri dall’alto al basso! C’è gente che ha denti come spade e mascelle come coltelli; divorano i beni dei poveri e sbranano i più indifesi. La sanguisuga ha due figlie che si chiamano: «Dammi! Dammi!». Tre cose sono insaziabili e non dicono mai: «Basta!»: il mondo dei morti, il seno di una donna sterile, una terra assetata di pioggia. C’è soprattutto una quarta che non dice mai: «Basta!»: il fuoco. A chi guarda con disprezzo suo padre e rifiuta di ubbidire a sua madre, i corvi strapperanno gli occhi e le aquile lo divoreranno. Tre cose sono per me così misteriose che non le comprendo: la via dell'aquila nell’aria, la via del serpente tra le rocce, la via della nave in alto mare. E ce n’è soprattutto una quarta: la via dell'amore tra un uomo e una donna. Così si comporta una donna adultera: mangia e si pulisce la bocca e dice: «Non ho fatto niente di male!». Tre cose sconvolgono un paese e sono insopportabili: uno schiavo che diventa re, uno stolto che ha tutto quel che vuole, una donna brutta e antipatica che trova marito. Ma ce n’è soprattutto una quarta: una schiava che prende il posto della padrona. Quattro sono gli animali più piccoli della terra, ma sono i più scaltri ed abili: le formiche, popolo senza forza, che d'estate mettono da parte il cibo per l’inverno; gli iraci, popolo di incapaci, che sanno farsi la tana fra le rocce; le cavallette, che non hanno un re, eppure sanno marciare in buon ordine; le lucertole, che si lasciano prendere con le mani, eppure sanno penetrare fin nei palazzi dei re!