PROVERBI 14:11-35
PROVERBI 14:11-35 DB1885
La casa degli empi sarà distrutta; Ma il tabernacolo degli uomini diritti fiorirà. Vi è tal via che pare diritta all'uomo, Il fine della quale son le vie della morte. Come di troppo ridere duole il cuore, Così la fine dell'allegrezza è dolore. Chi è sviato di cuore sarà saziato delle sue vie; E più ch'esso lo sarà l'uomo da bene delle sue. Lo scempio crede ogni cosa; Ma l'avveduto considera i suoi passi. Il savio teme, e si ritrae dal male; Ma lo stolto trascorre, e si tien sicuro. Chi è pronto all'ira commette follia; E l'uomo malizioso è odiato. Gli scempi erederanno la stoltizia; Ma i prudenti coroneranno il lor capo di scienza. I malvagi saranno abbassati davanti a' buoni; E gli empi saranno alle porte del giusto. Il povero è odiato eziandio dal suo prossimo; Ma molti son gli amici del ricco. Chi sprezza il suo prossimo pecca; Ma beato chi ha pietà de' poveri. Quelli che macchinano del male non sono eglino traviati? Ma benignità e verità sarà usata inverso coloro che pensano del bene. In ogni fatica vi è del profitto; Ma il parlar delle labbra torna solo in inopia. Le ricchezze de' savi sono la lor corona; Ma la follia degli stolti è sempre follia. Il testimonio verace libera le anime; Ma il falso sbocca bugie. Nel timor del Signore vi è confidanza fortissima; E vi sarà un ricetto per li figliuoli di colui che teme Iddio. Il timor del Signore è una fonte di vita, Per ritrarsi da' lacci della morte. La magnificenza del re è nella moltitudine del popolo; Ma la ruina del principe è nel mancamento della gente. Chi è lento all'ira è di gran prudenza; Ma chi è pronto al cruccio eccita la follia. Il cuor sano è la vita delle carni; Ma l'invidia è il tarlo delle ossa. Chi oppressa il povero fa onta a colui che l'ha fatto; Ma chi ha pietà del bisognoso l'onora. L'empio sarà traboccato per la sua malvagità; Ma il giusto spera eziandio nella sua morte. La sapienza riposa nel cuore dell'uomo intendente, Ed è riconosciuta in mezzo degli stolti. La giustizia innalza la nazione; Ma il peccato è il vituperio de' popoli. Il favor del re è verso il servitore intendente; Ma la sua indegnazione ècontro a quello che reca vituperio.


