PROVERBI 30:7-28
PROVERBI 30:7-28 DB1885
Io ti ho chieste due cose, o Dio; Non rifiutarmele avanti che io muoia: Allontana da me vanità e parole di bugia; Non mandarmi povertà, nè ricchezze; Cibami del mio pane quotidiano; Che talora io non mi satolli, e ti rinneghi, E dica: Chi è il Signore? Che talora altresì io non impoverisca, e rubi, Ed usi indegnamente il Nome dell'Iddio mio. Non dir male del servo appo il suo padrone; Che talora egli non ti maledica, e tu ti renda colpevole. Vi è una generazione d'uomini che maledice suo padre; E non benedice sua madre. Vi è una generazione d'uomini che si reputa netta, E non è lavata della sua lordura. Vi è una generazione d'uomini che ha gli occhi grandemente elevati, E le palpebre alzate. Vi è una generazione d'uomini i cui denti sono spade, Ed i mascellari coltelli, Per divorare i poveri d'in su la terra, Ed i bisognosi d'infra gli uomini. La mignatta ha due figliuole, che dicono: Apporta, apporta. Queste tre cose non si saziano giammai; Anzi queste quattro non dicono giammai: Basta! Il sepolcro, la matrice sterile, La terra che non si sazia giammai d'acqua, E il fuoco, che giammai non dice: Basta! I corvi del torrente trarranno, E i figli dell'aquila mangeranno gli occhi Di chi beffa suo padre, E sprezza di ubbidire a sua madre. Queste tre cose mi sono occulte; Anzi, io non conosco queste quattro: La traccia dell'aquila nell'aria, La traccia del serpente sopra il sasso, La traccia della nave in mezzo del mare, La traccia dell'uomo nella giovane. Tale è il procedere della donna adultera; Ella mangia, e si frega la bocca, E dice: Io non ho commessa alcuna iniquità. Per tre cose la terra trema; Anzi per quattro, ch'ella non può comportare: Per lo servo, quando regna; E per l'uomo stolto, quando è satollo di pane; Per la donna odiosa, quando si marita; E per la serva, quando è erede della sua padrona. Queste quattro cose son delle più piccole della terra, E pur son savie, e molto avvedute: Le formiche, che sono un popolo senza forze, E pure apparecchiano di state il lor cibo; I conigli, che sono un popolo senza potenza, E pur fanno i lor ricetti nelle roccie; Le locuste, che non hanno re, E pure escono fuori tutte a stormo, divise per ischiere; Il ramarro, che si aggrappa con le mani, Ed è ne' palazzi dei re.


