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Seconda lettera a Timoteo 2:24-26 - Confronta tutte le versioni

Seconda lettera a Timoteo 2:24-26 NR06 (Nuova Riveduta 2006)

Il servo del Signore non deve litigare, ma deve essere mite con tutti, capace di insegnare, paziente. Deve istruire con mansuetudine gli oppositori, nella speranza che Dio conceda loro di ravvedersi per riconoscere la verità, in modo che, rientrati in se stessi, escano dal laccio del diavolo, che li aveva presi prigionieri perché facessero la sua volontà.

Seconda lettera a Timoteo 2:24-26 NR94 (Nuova Riveduta 1994)

Il servo del Signore non deve litigare, ma deve essere mite con tutti, capace di insegnare, paziente. Deve istruire con mansuetudine gli oppositori nella speranza che Dio conceda loro di ravvedersi per riconoscere la verità, in modo che, rientrati in sé stessi, escano dal laccio del *diavolo, che li aveva presi prigionieri perché facessero la sua volontà.

Seconda lettera a Timoteo 2:24-26 ICL00D (Traduzione Interconfessionale in Lingua Corrente)

Invece uno che lavora per il Signore non deve essere litigioso. Si mostri gentile con tutti, capace di insegnare, paziente di fronte alle offese. Deve saper rimproverare con dolcezza quelli che gli si mettono contro, con la speranza che Dio darà anche a questa gente l’occasione di cambiare vita e di conoscere la verità. Così ritroveranno il buon senso, si libereranno dalla trappola del *demonio che li aveva presi per farli ubbidire alla sua volontà.

Seconda lettera a Timoteo 2:24-26 DB1885 (Diodati Bibbia 1885)

Or non bisogna che il servitor del Signore contenda; ma che sia benigno inverso tutti, atto e pronto ad insegnare, che comporti i mali; che ammaestri con mansuetudine quelli che son disposti in contrario, per provar se talora Iddio desse loro di ravvedersi, per conoscer la verità; in maniera che, tornati a sana mente, uscissero dal laccio del diavolo, dal quale erano stati presi, per far la sua volontà.