Nella ValleCampione

Giorno 2 - La valle dell’umiliazione
Potremmo racchiudere un intero capitolo soltanto leggendo dal verso 4 al verso 6 del capito 16 del libro della Genesi.
Il racconto inizia con queste parole:
“Egli andò da Agar, che rimase incinta”.
Ma termina in modo tremendamente diverso:
“Sarai la trattò duramente e quella se ne fuggì da lei”.
Una donna egiziana, la serva personale di Sarai: Agar. Di lei non sappiamo quasi nulla, se non queste poche informazioni. Possiamo solo immaginare che fosse una donna giovane.
Una donna che viene obbligata a coricarsi con il marito della sua padrona, che viene usata per soddisfare un bisogno, che viene sfruttata fino a quando il progetto non si rivela fallimentare e infine abbandonata a sé stessa senza nessun tipo di cura, di attenzione o di protezione. Lasciata da sola con il suo bambino.
Spesso ho sentito sermoni che si concentrano sul fatto che Agar iniziò a guardare la sua padrona con disprezzo.
Ma lasciami fare una domanda:
- Come ti saresti sentito se il tuo corpo e la tua volontà fossero stati violati?
- Cosa avresti pensato di una situazione completamente fuori dal tuo controllo?
- Quale reazione avrebbe suggerito il tuo cuore?
Agar guardò con disprezzo perché era una donna ferita, abusata, fragile, distrutta, destabilizzata.
Una delle valli che possiamo attraversare è proprio questa: la valle dell’umiliazione.
La valle dell’abbandono. La valle della violenza fisica, emotiva o psicologica. La valle della pressione sociale o dell’obbligo sociale.
È il luogo dove veniamo usati per il beneficio che portiamo alla vita di qualcun altro e poi disprezzati. Il luogo dove veniamo accolti finché siamo utili, ma allontanati quando diventiamo scomodi.
Quando la nostra posizione o idea cambia su alcuni temi, quando smettiamo di accogliere i loro desideri, esigenze, richieste o capricci.
Agar riempì un vuoto.
Occupò un ruolo.
Soddisfò un bisogno.
Forse anche tu hai vissuto qualcosa di simile: essere usato per colmare un vuoto, occupare una posizione, rispondere a un bisogno emotivo o fisico. Essere apprezzato per un tempo… e poi rigettato.
Agar è la risposta umana davanti all’impossibile che viviamo.
Ma Dio è la soluzione alle nostre impossibilità.
È la soluzione ai nostri miracoli mancati.
Il dolore che provi — o che hai provato — è reale. Ed è anche giusto riconoscerlo.
Il comportamento di Sarai non potrà mai essere giusto davanti a Dio.
Il silenzio, la complicità e la passività di Abramo non passano inosservati davanti a Dio.
Eppure, benedetto sia il nostro Signore Gesù Cristo:
Colui che è pronto a perdonare e ad amare.
Benedetto sia il nostro Padre Celeste, lento all’ira e ricco di misericordia.
Benedetto sia lo Spirito di Dio, che muove i nostri cuori al ravvedimento e alla salvezza.
Perché senza la Sua grazia né Sara, né Abramo, né Agar… né tu, né io, saremmo qui oggi.
La valle che stai vivendo o che hai già attraversato, è reale. È buia. È fredda.
Ma il Padre è sempre pronto ad accoglierti, ad ascoltarti, a guarire il tuo cuore e ad asciugare le tue lacrime.
Preghiera: “Signore Gesù riconosco che solo Tu puoi trasformare l’impossibile in una realtà visibile e concreta, non voglio affidarmi ai miei metodi o alle soluzioni umane, ma voglio fidarmi e credere nella Tua parola e nel Tuo nome. Non voglio seguire ciò che sembra buono o giusto, ma la Tua perfetta, santa e giusta volontà. In Te c’è potenza, guarigione, salvezza e liberazione. Guarisci il mio cuore e sostienimi nel percorso di perdono di chi mi ha abusato, usato, abbandonato, disprezzato. Nel nome di Gesù, amen”.
Riguardo questo Piano

Ci sono circostanze della vita che ti pongono in una "valle". Luoghi con scarsa luce, circondati da mura montuose che sembrano insuperabili, con sentimenti di dolore e sofferenza. Ma come vedremo in questi tre giorni ogni valle porta con sé una benedizione e rivelazione di Cristo Gesù. Buon viaggio!
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Vorremmo ringraziare Francesco Mosca per aver fornito questo piano. Per ulteriori informazioni, visitare: www.instagram.com/framosca97


