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La Bibbia in un anno 2025Campione

La Bibbia in un anno 2025

GIORNO 80 DI 365

Come resistere alla tentazione

Le sirene sono figure mitologiche-religiose di origine greca. Nell'*Odissea* di Omero sono presentate come tre donne misteriose che vivevano su un'isola. Al passare delle navi erano solite affacciarsi sugli scogli e cantare. La loro voce era così bella che i marinai ne rimanevano incantati e non potevano fare a meno di avvicinarsi incautamente finendo così per morire nel torpore di quel canto. Odisseo era consapevole del pericolo delle sirene, ma era anche molto curioso. Nell'avvicinarsi all'isola ordinò ai suoi uomini di tapparsi le orecchie con della cera d'api e di legarlo all'albero maestro. All'udire il richiamo delle sirene, iniziò a dimenarsi e a gridare chiedendo di essere slegato, ma i suoi uomini non obbedirono a causa della cera nelle orecchie. Lo strinsero ancora più forte fino a quando il canto terminò. La storia descrive la potente attrazione della tentazione nei confronti di cose o situazioni che sappiamo essere cattive o persino distruttive per la nostra vita. Nessuno è esente dalla tentazione. Ma la tentazione non è peccato. Gesù era "senza peccato", eppure anch'egli "è stato messo alla prova in ogni cosa come noi, escluso il peccato" (Ebrei 4,15).

Proverbi 7,21-27

Tentati di tradire

Questo passaggio descrive il potere e i pericoli della tentazione sessuale.

  1. Attenzione alle parole persuasive
    Dovremmo sempre fare attenzione a ciò che ascoltiamo e a ciò che leggiamo: "Lo lusinga con tante moine, lo seduce con labbra allettanti" (v.21).

  2. Evitare azioni incaute
    Pensieri e parole portano ad azioni: "Egli incauto la segue… e non sa che la sua vita è in pericolo" (vv.22-23).

  3. Controllare i pensieri
    La tentazione spesso nasce nel nostro cuore: "Il tuo cuore non si volga verso le sue vie" (v.25; vedi Matteo 5,28).

Qui troviamo un importante avvertimento: "Ascoltatemi e fate attenzione alle parole della mia bocca... non vagare per i suoi sentieri" (Proverbi 7,24-25, MSG). Perché seguendo questo sentiero c'è una "strada del regno dei morti… che scende nelle dimore della morte" (v.27).

Signore, ti prego di aiutarmi nella tentazione e di liberarmi dal male. Custodisci il mio cuore, concedimi discernimento e guida i miei passi.

Luca 3,23-4,13

Tentati dal controllo

Dio permette le tentazioni nella nostra vita. Nell’attraversare le prove delle tentazioni, la nostra fede si rafforza.

Gesù conosce bene la tentazione. Per quaranta giorni viene sottoposto alla tentazione (4,2). Sebbene sia il diavolo a tentarlo (v.3), è Dio che lo permette ("era guidato dallo Spirito nel deserto", v.1).

Gesù vive questa esperienza subito dopo il suo battesimo e la sua esperienza con lo Spirito Santo. Una dinamica di eventi, questa, molto comune nel cammino di fede delle persone. Al corso Alpha ad esempio, è molto frequente che nei giorni successivi al "weekend Alpha" (dedicato all'esperienza dello Spirito Santo) molti partecipanti dicano di avere sperimentato tentazioni mai così forti.

Gesù è Figlio di Dio (3,23-38). Tuttavia nel deserto è chiamato ad affrontare tentazioni molto simili a quelle che ogni giorno ognuno di noi è chiamato ad affrontare.

Queste tentazioni ruotano attorno al controllo: controllo dei nostri appetiti, controllo delle nostre ambizioni e controllo delle nostre vite. Il diavolo vuole controllare la nostra vita. Al contrario, Dio vuole che noi conosciamo la libertà che deriva dall'essere guidati dallo Spirito Santo.

  1. Gratificazione immediata

    Il diavolo fa appello all'appetito fisico di Gesù (v.3) e offre una gratificazione immediata. Gesù risponde: "Sta scritto: Non di solo pane vivrà l'uomo" (v.4).

    La gratificazione immediata porta sempre alla disillusione, al vuoto e alla disperazione. Ascoltare Dio e costruire una relazione con lui porta invece ad una profonda pace spirituale, alla gioia e ad uno scopo.

  2. Ambizione egoistica

    In un istante, il diavolo mostra a Gesù tutti i regni del mondo. Gli dice: "Ti darò tutto questo potere e la loro gloria... se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me, tutto sarà tuo" (vv.6-7).

    La tentazione di accumulare cose per noi stessi è molto potente. La prosperità materiale può portare a "potenza" e "gloria" (v.6) in questa vita. Il rischio però è che la tranquillità economica diventi la nostra prima ambizione e che la nostra fiducia venga posta non più a Dio ma alla ricchezza.

    Gesù risponde a questa tentazione dicendo: "Sta scritto: Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto" (v.8). In definitiva, c'è solo una cosa che può essere totalmente sicura ed è la tua relazione con Dio. Questa deve essere la tua ambizione principale.

  3. Potere presuntuoso

    Il diavolo porta Gesù sul pinnacolo del tempio e dice: "Se tu sei Figlio di Dio, gettati giù di qui" (v.9) citando poi la Bibbia (anche se fuori contesto). Ma Gesù risponde alla Scrittura con la Scrittura: "È stato detto: Non metterai alla prova il Signore Dio tuo" (v.12).

    Tutti noi siamo chiamati ad una vita di obbedienza e al servizio di Dio. Durante il suo ministero, Gesù ha compiuto miracoli spettacolari, e in tutto questo è sempre rimasto obbediente a Dio e fedele alla guida dello Spirito Santo. Questo modo di fare è diverso dal mettere alla prova Dio. Come quando facciamo di testa nostra, seguiamo i nostri piani, e ci ricordiamo di Dio solo per chiedere la sua benedizione. Ciò che dovremmo fare, invece, è cercare prima di scoprire i suoi piani e poi di obbedire alla sua chiamata.

    Gesù liquida il diavolo e le sue tentazioni con la parola di Dio. Ripetutamente dice: "Sta scritto..." e controbatte alle sue bugie e tentazioni citando le scritture.

    Il diavolo "si allontanò" ma "fino al tempo fissato" (v.13, MSG). È un sollievo avere periodi nella vita in cui le tentazioni non sono così forti. Tuttavia possiamo stare certi che il diavolo ritornerà e che in tutti i modi cercherà di portarci di nuovo fuori strada.

Signore, desidero seguire la guida del tuo Spirito Santo. Aiutami a rimanerti vicino, a conoscere le tue parole e a resistere alle tentazioni.

Numeri 11,4-13,25

Tentato dal confronto

Come Gesù (Luca 4,1), anche il popolo di Dio affronta il deserto e nel deserto viene tentato. Gli esempi in questo brano sono un utile avvertimento per noi e le nostre vite (vedi 1 Corinzi 10,6).

1. Lamento

Dio dona loro del cibo, ma essi sono presi da "bramosia" (Numeri 11,4). Invece di ringraziarlo per avere provveduto al loro alimento, si lamentano e dicono: "Chi ci darà carne da mangiare?" (v.4b) Continuano a "lamentarsi" (vv.10,13, MSG).

Iniziano a volgere il pensiero alla vecchia vita in Egitto e a desiderare di ritornare da dove sono venuti. Cadere in questa trappola è molto facile. C'è sempre qualcosa di cui lamentarsi. Eppure, se ci guardiamo attorno, è facile accorgersi che siamo circondati dalla bontà, misericordia, perdono, amore e dalla grazia di Dio.

"Accontentatevi di quello che avete, perché Dio stesso ha detto:
Non ti lascerò e
non ti abbandonerò"" (Ebrei 13,5).

L'antidoto al continuo lamento è coltivare un continuo atteggiamento di gratitudine.

2. Gelosia

In questo brano troviamo alcune situazioni di gelosia. Ad esempio, quando Miriam e Aronne chiedono: "Il Signore ha forse parlato soltanto per mezzo di Mosè? Non ha parlato anche per mezzo nostro?" (Numeri 12,2) Oppure quando Giosuè si sente turbato dal fatto che altri profetizzassero nell'accampamento. Mosè gli chiede: "Sei tu geloso per me?" (11,29) Si tratta qui di una questione di leadership spirituale e di doni ricevuti.

La leadership attorno a Mosè consiste in un primo gruppo di tre persone: Aronne, Miriam e Giosuè. Ci sono poi i dodici capi delle tribù d'Israele (13,4-15) e i settanta capi e funzionari (11,16 e successivi). Una struttura molto simile a quella attorno a Gesù: i tre a lui più vicini, i dodici apostoli, e poi gli altri settantadue (vedi Luca 10). Ai settanta uomini anziani il Signore pone su di loro lo Spirito Santo e "quelli profetizzarono" (Numeri 11,25).

3. Orgoglio

La gelosia deriva dal confrontarci con gli altri e dal pensare che rispetto a loro abbiamo qualcosa di meno. L'orgoglio deriva dal pensare troppo a noi stessi, dal confrontarci con gli altri e dal pensare di essere migliori.

Mosè resiste anche alla tentazione dell'orgoglio. L'orgoglio è la più grande barriera tra Dio e gli esseri umani. Dio ama gli umili. C.S. Lewis ha detto: "La vera umiltà non è pensare di valere meno, ma pensare meno a se stessi".

"Ora Mosè era un uomo assai umile, più di qualunque altro sulla faccia della terra" (12,3). Forse è per questo che Dio si è servito di lui in una maniera così potente.

Mosè è "umile" (v.3), "uomo di fiducia" (v.7), compassionevole e clemente (v.13). Tutto ciò deriva dalla sua relazione strettissima con Dio, un Dio che gli parla intimamente di persona ("Bocca a bocca parlo con lui", v.8).

Signore, aiutami a resistere alle tentazioni del lamento, della gelosia e dell'orgoglio. Aiutami ad essere affidabile, fedele e umile.

Pippa Adds

Numeri 11,4-6

Provo un po' di compassione per gli israeliti. Mangiare manna ogni giorno per quarant'anni non penso sia stato così semplice. Essendo di costituzione fisica delicata, io stessa avrei fatto molta fatica. Tuttavia, sono sicura che la manna fosse deliziosa e nutriente. Quando si ha fame poi, la maggior parte delle cose appaiono ancora più buone. Penso che essere contenti e grati per ciò che abbiamo sia sempre molto importante.

References

Salvo diversa indicazione, le citazioni delle Scritture sono tratte dalla Sacra Bibbia Italiana Cattolica, testo CEI 2008 a cura della Conferenza Episcopale Italiana. Utilizzata con permesso. Copyright © 2008 — 2019 Diritti d'autore riservati su testo e commento Fondazione di Religione Santi Francesco d’Assisi e Caterina da Siena. C.S. Lewis, ‘True humility is not thinking less of yourself. It is thinking of yourself less.’ C. S. Lewis may not have used these exact words but he did say something similar in *Mere Christianity*, which has inspired the evolution of this quote. Le citazioni della Scrittura indicate con (MSG, AMP, NIVUK, NKJV, NLT, ecc.) riportano comunque il testo CEI®. Indicano i testi qui di seguito elencati a cui si rimanda per ulteriori approfondimenti. NIV - New International Version Anglicised - Copyright © 1979, 1984, 2011 Biblica, già International Bible Society MSG - The Message - Copyright © 1993, 1994, 1995, 1996, 2000, 2001, 2002. AMP - Amplified® Bible, Copyright © 1954, 1958, 1962, 1964, 1965, 1987 - Casa Editrice The Lockman Foundation NKJV - New King James Version®. Copyright © 1982 - Casa Editrice Thomas Nelson NLT - New Living Translation - Copyright © 1996, 2004, 2015, 2017 - Casa Editrice Tyndale House Fondation Tutti i diritti riservati.

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La Bibbia in un anno 2025

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