La Bibbia in un anno 2025Campione

La tua linea diretta con Dio
Il recente conflitto tra Russia e Ucraina ha dato inizio ad una delle più gravi crisi che il mondo abbia mai conosciuto nella sua storia. Una crisi per certi versi simile a quella dei *missili cubani*, nell'ottobre 1962, tra Stati Uniti d'America e Unione Sovietica. La questione riguardava il posizionamento di missili russi sul territorio di Cuba. In quel momento il mondo si avvicinò tantissimo all'inizio di una terza guerra mondiale. Ma tutto questo fu evitato grazie ad un semplice strumento: un protocollo di comunicazione. All'epoca i telefoni cellulari non esistevano e nemmeno gli strumenti di messaggistica istantanea. Si decise così di mettere un telefono rosso sulla scrivania del presidente Kennedy e un altro su quella del premier Krusciov. Fissarono così un protocollo di comunicazione chiamato "hotline". Se in qualsiasi momento ci fosse stato il rischio di incomprensioni, Kennedy e Krusciov potevano semplicemente alzare il *telefono* e *comunicare*. In tutte le relazioni della nostra vita, la comunicazione è vitale. Dedicare del tempo per costruire e coltivare la comunicazione è essenziale. Gesù ci ha dato una "linea diretta" con Dio. Una "hotline" che Gesù ci invita ad usare sempre e non solo nei momenti di emergenza.Salmi 37,1-9
Aprirsi a Dio
Ti piacerebbe che i tuoi desideri venissero esauditi? In questo salmo, Davide dice: "Cerca la gioia nel Signore: esaudirà i desideri del tuo cuore" (v.4). Invece di concentrarti sui tuoi desideri, apriti a Dio. E lui stesso esaudirà i desideri del tuo cuore. Tutto ciò che dovremmo fare è lasciare che sia lui a donarci le cose, e non cercare di ottenerle da soli. Dio ci promette:
1. Fede nella paura
Ci sono cose che potrebbero farci paura o portarci a cadere nel panico. Ma per tre volte Davide dice: "Non irritarti" (vv.1,7b.8b) e aggiunge che non dovremmo provare invidia (v.1b). Ciò che dovremmo fare invece è rivolgerci al Signore, affidargli le nostre paure e confidare in lui (v.3). La fede è fiducia, e la fiducia è l'opposto della paura e del panico.
2. Guida nelle decisioni
"Affida al Signore la tua via" (v.5). Questo messaggio è chiave nei momenti in cui abbiamo bisogno di guida: affidare le decisioni a Dio, chiedergli di agire e confidare in lui. Nella mia vita ho recitato questo versetto molte volte e spesso in momenti di preghiera con persone che dovevano prendere decisioni importanti riguardo al lavoro o al proprio futuro matrimonio.
Si tratta di un semplice processo in tre passi. Primo, affidare la decisione a Dio nella preghiera, chiedendogli di aprire le porte che sono giuste per noi e di chiudere quelle che non lo sono. Secondo, da quel momento in poi confidare in Dio e dare a lui il controllo di ogni cosa. Terzo, continuare a seguire la "via" da lui indicata, in attesa che lui operi e osservando ciò che farà.
3. Pace nel cuore
Usa la tua linea diretta con Dio, il tuo telefono rosso con lui. Dedica del tempo a stare "in silenzio davanti al Signore e spera in lui" (v.7). È questa la fonte che fa "brillare come luce la tua giustizia" (v.6). Questo è il modo per evitare ira e sdegno e trovare mitezza e pace (vv.8-9).
Signore, confido in te. Tieni la paura, l'invidia e l'ira lontane da me. Oggi desidero affidarmi a te, stare alla tua presenza e dilettarmi in te.
Luca 4,38-5,16
Ascoltare la parola di Dio
Avere una linea diretta con Dio significa comunicare in modo bidirezionale, e quindi non solo parlargli ma anche ascoltare ciò che ci vuole dire. Il ministero di Gesù era fondato proprio su questo. Nessun ministero è stato così grande e potente come quello di Gesù. E nessun ministero ha richiesto più tempo ed energie come il suo.
Tutti chiedono il suo aiuto. Quando gli chiedono di guarire la suocera di Simone, lui la guarisce. Alle molte persone malate che incontra impone le mani e le guarisce (4,44). Gli portano dei lebbrosi e, ancora, lui li guarisce. La folla accorre ed è sempre più numerosa: "Folle numerose venivano per ascoltarlo e farsi guarire dalle loro malattie" (5,15).
Ma come riesce in tutto questo? Qual è il suo segreto? Qual è la fonte del suo potere? "Sul far del giorno uscì e si recò in un luogo deserto" (4,42). "Si ritirava in luoghi deserti a pregare" (5,16). Il ministero che Dio ti chiede richiede tempo ed energie. Ma per fare tutto questo, come Gesù, abbiamo bisogno di un'unica cosa: connetterci con Dio e comunicare attraverso la nostra linea diretta con lui.
La folla si accalca intorno a Gesù "per ascoltare la parola di Dio" (v.1, MSG). Gesù allora sale su una barca usandola come pulpito ed inizia ad insegnare alla folla (v.3). Tra i presenti vi è Simon Pietro. Anche lui è lì ad ascoltare la parola di Dio attraverso la voce di Gesù. Una parola che da lì a poco avrebbe trasformato la sua vita.
Un giorno incredibile quello per Simon Pietro. Prima cattura un'enorme quantità di pesce, poi riceve da Gesù una grande visione sulla sua vita. Gesù lo avrebbe trasformato in un pescatore di uomini. Sarà Pietro tre anni dopo a convertire in un solo giorno 3.000 persone con la sua predicazione. Sarà lui a gettare le basi di un movimento che in 2.000 anni porterà più di due miliardi di persone a credere nel nome di Gesù. Un'opera straordinaria dalla quale possiamo imparare alcune cose importanti.
1. Il potenziale è grande
La giornata di Pietro non era iniziata molto bene. Non era riuscito a catturare neppure un pesce, eppure ce n'erano in abbondanza. Il Mar di Galilea era così pieno di pesci che avrebbero potuto trasformare l'intero mare in una superficie solida.
Gesù invita Pietro a prendere il largo e a gettare le reti. Per un pescatore, pulire le reti è importante, ma gettare le reti lo è di più. Allo stesso modo, per la Chiesa, pulire le reti è importante, ma la missione lo è di più. Gesù ci invita alla missione; ci dice: "Prend[ete] il largo e gettate le vostre reti per la pesca" (v.4). Ci sono così tante persone là fuori che hanno bisogno di ascoltare il messaggio di Gesù.
2. Con Gesù nulla è impossibile
La prima reazione di Pietro è negativa e pessimista. Non crede che possa funzionare: "Abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla" (v.5a). "Ma…" e qui forse dopo una lunga pausa, "…sulla tua parola getterò le reti" (v.5b). Gesù rende possibile ciò che sembra impossibile. "Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano" (v.6).
3. Non si può fare tutto da soli
Allora fecero cenno ai compagni dell'altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare" (v.7). Nella missione, la partnership con altre persone o gruppi è molto importante. Al contrario la divisione è molto negativa e scoraggiante soprattutto per coloro che sono fuori dalla Chiesa e che potrebbero sentire il desiderio di avvicinarsi.
4. Una visione da seguire
La prima reazione di Pietro è di sentirsi indegno: "Signore, allontanati da me, perché sono un peccatore" (v.8). Allo stesso tempo, lui e gli altri sono incredibilmente sorpresi dalla quantità di pesce pescato (v.9). Probabilmente sono anche spaventati, tanto che Gesù dice: "Non temere; d'ora in poi sarai pescatore di uomini" (v.10). In quel momento comprendono che la visione di Gesù è qualcosa di grande, che vale la pena seguire: "Tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono" (v.11).
Signore, grazie per avermi dato una linea diretta con te. Aiutami, come Gesù, a cercare momenti di solitudine con te, a ritirarmi in luoghi solitari, pregare e ascoltare le tue parole.
Numeri 15,1-16,35
Dare priorità alla comunicazione con Dio
Alcuni brani dell'Antico Testamento, e in particolare quelli di oggi, non sono facili da comprendere. A volte sono difficili da capire o addirittura scioccanti. Passaggi che non hanno risposte facili o spiegazioni che possono aiutarci. In casi come questi, trovo utile concentrarmi su ciò che è più comprensibile.
Quel che è chiaro in questo brano è l'importanza vitale della nostra relazione con Dio e del tempo trascorso con lui. L'espressione "al Signore" compare più volte (15,7.10.13.24). Le offerte sono richieste come "rito espiatorio" (v.25). L'espiazione (in inglese Atonement, At-one-ment, ad un solo mento) ci porta ad essere tutt'uno con Dio. Per questo è necessario il perdono (vv.25-26.28). Questi gesti dell'Antico Testamento sono preparazione dell'offerta che Gesù farà di se stesso sulla croce, per il perdono assoluto e l'espiazione dei nostri peccati, per donare a noi tutti una linea di comunicazione diretta con Dio.
Gesù è colui che trasforma il significato del sabato. Il popolo di Dio attribuiva un'enorme importanza allo Sabbath come giorno riservato a trascorrere del tempo con Dio. Oggi le regole dello Sabbath non sono applicate tra i cristiani, ma il principio di fondo dello Sabbath rimane: prendersi del tempo per riposare e stare con Dio.
Lo scopo del riposo sabbatico è costringerci a fermarci e impedire di andare "vagando dietro il vostro cuore e i vostri occhi, seguendo i quali vi prostituireste" (v.39). Dio desidera che consacriamo la nostra vita a lui (v.40), vuole avvicinarci a sé (16,9). Questa relazione è così importante che ogni minaccia ad essa, ogni insurrezione (vv.1-2), va presa con grande attenzione e serietà (vv.1-35).
Viviamo in un tempo di grande privilegio, il tempo dello Spirito Santo. Grazie allo Spirito Santo possiamo godere della libertà che Gesù ha portato attraverso la croce e la risurrezione. Possiamo avere una linea diretta con Dio, una relazione senza paura. I brani di oggi ci aiutano a comprendere questo straordinario privilegio e a godere della sua grandezza. Siamo quindi invitati a trascorrere del tempo solo con lui, godendo della sua presenza e presentandogli tutte le nostre richieste.
Signore, aiutami a condurre una vita a te gradita, a starti sempre più vicino e a trovare il tempo per stare solo con te.
Pippa Adds
Salmi 37,4
"Cerca la gioia nel Signore: esaudirà i desideri del tuo cuore" (v.4).
Cercare prima la "gioia", invece di pensare subito ai desideri esauditi, è importante per me e anche una sfida. La promessa di Dio qui è sorprendente: se lo faremo, lui lo farà.
References
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