La Bibbia in un anno 2025Campione

Sette modi per crescere in sapienza
*Lawrence d'Arabia* è uno dei film di maggior successo di tutti i tempi. Gran parte del film è tratto dagli scritti di T.E. Lawrence del suo periodo trascorso in Arabia. Era uno studioso di archeologia britannico, stratega militare (colonnello dall'età di trent'anni), noto soprattutto per le sue attività in Medio Oriente durante la prima guerra mondiale. Nelle sue memorie, scritte nel 1926 con il titolo *I sette pilastri della saggezza*, Lawrence esplora il tema della *sapienza*. Presumibilmente, Lawrence aveva in mente il brano di oggi: "*La sapienza* si è costruita la sua casa, ha intagliato le *sue sette colonne*" (Proverbi 9,1). Nella Scrittura, il numero sette è usato spesso per rappresentare il completamento o la perfezione. Nel libro dei Proverbi, nell'insegnamento di Gesù e nella Bibbia in generale, troviamo molti modi per crescere in sapienza. Nei brani di oggi, avremo modo di conoscerne sette.Proverbi 9,1-12
1. Gestire le critiche
Ci sono persone che a volte ci criticano solo per il gusto di sminuirci o di deriderci (v.7). Andare all'attacco in questi casi non serve a nulla. A volte è molto meglio rispondere in modo "sapiente".
La nostra risposta alle critiche non dovrebbe mai essere di "disprezzo", "oltraggio" o di odio (vv.7-8). Dovremmo invece usare la critica per imparare e diventare ancora più sapienti (v.9). La nostra risposta ad un rimprovero dovrebbe essere sempre di gratitudine (v.8b).
Questo è tutt'altro che facile: la mia reazione naturale alle critiche è spesso di cercare di giustificarmi o di contrattaccare. Ma la via sapiente non è questa. La via sapiente è cercare di imparare dai rimproveri, dai feedback o dall'insegnamento, per quanto difficile possa essere.
Ad esempio, ho notato che gli speaker che crescono o migliorano di meno nella loro capacità di comunicare sono quelli che fanno più fatica ad accogliere osservazioni e critiche ai loro talk. Coloro che invece apprezzano la critica costruttiva e non si sentono minacciati dal riceverla, sono quelli che migliorano più rapidamente e diventano molto più bravi. Tutto nasce dalla nostra relazione con Gesù. Più faremo crescere la nostra relazione con Gesù, più cresceremo in sapienza e saremo in grado di fare tesoro delle critiche costruttive (v.10).
Signore, concedici sapienza per essere costruttivi quando offriamo consigli e aperti quando li riceviamo.
Luca 13,1-30
2. Rispondere alla sofferenza
In questo brano Gesù risponde alla sofferenza in due modi diversi. La sua risposta alle persone che soffrono è sempre di compassione. Nella guarigione della donna storpia (vv.10-16) risponde inoltre alle domande sollevate sulla "sofferenza".
Pilato aveva fatto uccidere dei galilei durante una loro celebrazione: "Il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici" (v.1, MSG). Riguardo a questo fatto, alcune persone interrogano Gesù con domande presumibilmente del tipo: "Perché la sofferenza?", "Perché Dio la permette?", "Perché a quei galilei?", "Cosa hanno fatto per meritarsi quella sofferenza?"
La risposta di Gesù a queste domande è straordinaria. Ovviamente molta della sofferenza nel mondo oggi dipende dalle persone, dal peccato umano e su questo siamo tutti colpevoli. Tuttavia non esiste un legame automatico tra peccato e sofferenza. Gesù spiega che quei galilei non hanno sofferto perché erano più peccatori di altri Galilei (vv.1-2). Come pure i disastri naturali, non sono necessariamente una forma di punizione di Dio (vv.1-5).
I momenti di sofferenza sono buone occasioni per scrutare il nostro cuore e purificarlo. Tuttavia dovremmo stare molto attenti ad esprimere qualsiasi tipo di giudizio sul motivo per cui noi o altri stiamo soffrendo. A Gesù non interessano le spiegazioni filosofiche della sofferenza, ma il modo con cui le persone rispondono. Inoltre, ci avverte del vero pericolo: "Se non vi convertite" (v.3).
3. Potatura e semina
Le parabole del fico (vv.6-9), del granello di senape e del lievito (vv.18-20) ci donano uno squarcio luminoso di sapienza su come le cose crescono nel regno dei cieli. Ci offrono un esempio di quando le cose devono essere nutrite e fatte crescere, quando devono essere interrotte e quando devono essere avviate.
Dio è paziente, concede alle persone diverse occasioni per pentirsi. Al fico che sta per essere tagliato, il padrone concede un'altra possibilità: "Vedremo se porterà frutti per l'avvenire; se no, lo taglierai” (v.9).
La chiave è cercare i "frutti" (v.6). Nella Chiesa, ad esempio, sono molti i ministeri. Alcuni di questi portano frutto, altri meno. Spesso, la tentazione è tagliare subito quelli meno fruttuosi. Gesù ci insegna a fare diversamente. Ci incoraggia ad essere pazienti: "Vedremo se porterà frutti per l'avvenire" (v.9a). Una pazienza però che non durerà per sempre: verrà un momento in cui sarà necessario fermare un ministero infruttuoso: "Lo taglierai" (v.9b).
Le parabole del granello di senape (vv.18-19) e del lievito (v.20) ci ricordano sia che il regno di Dio inizia nel piccolo, sia che il potenziale di crescita è grande. Una volta piantato: "Crebbe, divenne un albero e gli uccelli del cielo vennero a fare il nido fra i suoi rami" (v.19). Questa parabola mostra l'enorme valore del piantare semi del regno di Dio (ad esempio l’attività del "church planting", cioè l'apertura o riapertura di nuove chiese). Suggerisce inoltre l'importanza di aspettare pazientemente per assistere alla realizzazione di tutto questo.
4. Sapere quando confrontarsi
Personalmente, trovo il confronto con gli altri estremamente difficile. Gesù sa bene quando confrontarsi. A quelli che lo criticano per aver guarito una donna paralizzata da diciotto anni, semplicemente perché lo ha fatto di sabato, Gesù interviene smascherando l'ipocrisia e il doppio standard di giudizio dei suoi oppositori. Ricorda loro l'importanza della compassione rispetto al legalismo. Se questo è un principio che si segue nella cura degli animali, quanto più lo si dovrebbe seguire nella cura delle persone (vv.15-16).
La risposta di Gesù è brillante e sapiente. La folla "esultava" (v.17).
5. Rivolgersi a Gesù
Quando a Gesù qualcuno pone la domanda "Signore, sono pochi quelli che si salvano?" (v.23), la sua risposta è decisamente concreta. Dice: "Sforzatevi di entrare per la porta stretta" (v.24). In altre parole, non concentratevi prima sugli altri, ma assicuratevi di entrare voi stessi nel regno di Dio. Non potete conoscere tutto degli altri, ma di voi stessi sì.
In questa parabola, molti non hanno la possibilità di entrare nella casa, che rappresenta il regno di Dio. Il motivo è dovuto alla mancanza di un rapporto personale con Gesù. Per due volte il padrone di casa, che rappresenta Gesù, dice a quelli che sono rimasti fuori dalla casa: "Non so di dove siete" (vv.25.27). Far parte del regno di Dio significa rivolgersi a Gesù e conoscerlo.
Sembra poi che alcuni che si aspettavano di essere inclusi rimarranno fuori, e che ad entrare saranno molte più persone del previsto: "Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio" (v.29). Rivolgersi a Gesù e seguirlo è la cosa più saggia che si possa fare, anche se a volte, guardandoci attorno, ci sembra di essere in minoranza.
Signore, prego per ottenere oggi la sapienza in tutte le conversazioni che avrò e in tutte le decisioni che prenderò. Ti prego di riempirmi del tuo Spirito Santo e di concedermi la sapienza di Gesù.
Deuteronomio 13,1-14,29
6. Mettere alla prova la profezia
Per discernere tra veri e falsi profeti, è necessario il dono della sapienza. Ma chi sono i "profeti"? Sono coloro che hanno il "dono della profezia", ma anche coloro che parlano "nel nome del Signore": pastori, predicatori, insegnanti ed evangelizzatori. In tutti i casi, saper distinguere tra profezia vera e profezia falsa è importante.
In questo passaggio troviamo uno dei test più interessanti dell'Antico Testamento sulla vera profezia. Se un profeta compie segni e prodigi, ma dice: "'Seguiamo dèi stranieri che tu non hai mai conosciuto, e serviamoli', tu non dovrai ascoltare le parole di quel profeta" (13,3-4). In altre parole, il popolo è chiamato a mettere alla prova il profeta e il suo insegnamento, sia che il suo insegnamento conduca le persone a Dio sia che le conduca lontano da lui. Gesù dice: "Dai loro frutti dunque li riconoscerete" (Matteo 7,15-23).
7. Riverire il Signore
Ognuno di noi è figlio "per il Signore" nostro Dio (Deuteronomio 14,1) e noi popolo di Dio siamo consacrati al Signore (v.2a), scelti per essere il suo "popolo particolare" (v.2b). Nell'antica alleanza questo comportava regole rigide su ciò che si poteva e non si poteva mangiare. Con la nuova alleanza, Gesù dichiara puro ogni cibo (Marco 7,19).
Sia nell'antica che nella nuova alleanza, il popolo "riverisce" il Signore attraverso i suoi doni (Deuteronomio 14,22-23). Ma non sono doni normali, sono doni di benedizione. Dio benedice noi in modo che noi possiamo benedire gli altri (v.29c). Qui, in particolare, Dio promette di benedirci nel nostro lavoro (v.29). La visione di Dio per il suo popolo è una comunità sostenuta dal dono reciproco. Nel brano di oggi, leggiamo che il "principio della sapienza" è il timore per il Signore (Proverbi 9,10) e "se sei sapiente, lo sei a tuo vantaggio" (v.12).
Signore, grazie perché siamo il tuo bene più prezioso. Per favore aiutaci a crescere ogni giorno nella sapienza.
Pippa Adds
Non avendo un numero enorme di titoli accademici, traggo molto conforto da questi versetti:
"Chi è inesperto venga qui!... Abbandonate l'inesperienza e vivrete, andate diritti per la via dell'intelligenza... Principio della sapienza è il timore del Signore" (Proverbi 9,4.6.10).
References
Salvo diversa indicazione, le citazioni delle Scritture sono tratte dalla Sacra Bibbia Italiana Cattolica, testo CEI 2008 a cura della Conferenza Episcopale Italiana. Utilizzata con permesso. Copyright © 2008 — 2019 Diritti d'autore riservati su testo e commento Fondazione di Religione Santi Francesco d’Assisi e Caterina da Siena. Le citazioni della Scrittura indicate con (MSG, AMP, NIVUK, NKJV, NLT, ecc.) riportano comunque il testo CEI®. Indicano i testi qui di seguito elencati a cui si rimanda per ulteriori approfondimenti. NIV - New International Version Anglicised - Copyright © 1979, 1984, 2011 Biblica, già International Bible Society MSG - The Message - Copyright © 1993, 1994, 1995, 1996, 2000, 2001, 2002. AMP - Amplified® Bible, Copyright © 1954, 1958, 1962, 1964, 1965, 1987 - Casa Editrice The Lockman Foundation NKJV - New King James Version®. Copyright © 1982 - Casa Editrice Thomas Nelson NLT - New Living Translation - Copyright © 1996, 2004, 2015, 2017 - Casa Editrice Tyndale House Fondation Tutti i diritti riservati.Riguardo questo Piano

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