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La Bibbia in un anno 2025Campione

La Bibbia in un anno 2025

GIORNO 102 DI 365

Il tuo invito

Un giorno, nel controllare la posta, mi trovai tra le mani una lettera della regina d'Inghilterra. Era un invito a pranzo. All'inizio pensai fosse uno scherzo, ma non lo era. Quel giorno mi presentai a Buckingham Palace in bicicletta, che consegnai alle cure di un simpatico poliziotto. A pranzo mi fecero sedere accanto alla regina. Il cibo era straordinario. Ad un certo punto la regina si girò verso di me e iniziò a parlarmi. Venne interrotta dall'arrivo di un semifreddo al rabarbaro con cioccolato bianco. Sembrava delizioso. Decisi però di attendere un po'. La regina stava parlando e non volevo sembrare maleducato. Temevo inoltre di dover risponderle con la bocca piena. La regina se ne accorse. Mi chiese se il semifreddo non fosse di mio gradimento. "No, no, no", le dissi, "lo adoro" (e subito cominciai a mangiare). Non le dissi nulla, ma in realtà il motivo per cui esitai a mangiare era l'emozione per il privilegio di essere lì, ospite della regina d'Inghilterra. Gesù paragona il regno di Dio ad una grande festa con il Re, a cui tutti siamo invitati. Un privilegio immenso, ancora più grande di un pranzo con la regina d'Inghilterra. Ed è incredibile il fatto che molte persone, di fronte a questo invito, lo rifiutino.

Salmi 44,14-27

Rivolgersi a Dio come al Re

Vi è mai capitato di essere oggetto di "disprezzo" a causa della vostra fede (v.14a)? O di affrontare "scherno" e "derisione" da parte di coloro che vi circondano (v.14b)? A me sì. A volte, nella vita, ci scontriamo con difficoltà non perché stiamo facendo qualcosa di sbagliato, ma perché stiamo facendo qualcosa di giusto.

In questo salmo l'autore si rivolge a Dio come Re (v.5). Che Dio sia il Re (e il vero capo) di Israele è un'idea comune nei salmi. La sofferenza non è necessariamente il risultato della disobbedienza al re, ma piuttosto la conseguenza per averlo seguito.

Dal punto di vista del popolo di Dio, l'opposizione non è necessariamente segno di fallimento: "Tutto questo ci è accaduto e non ti avevamo dimenticato, non avevamo rinnegato la tua alleanza. Non si era vòlto indietro il nostro cuore, i nostri passi non avevano abbandonato il tuo sentiero" (vv.18-19, MSG).

Questo salmo (v.22) è quello citato da Paolo nella lettera ai Romani, quando chiede se qualcosa ci può separare dall'amore di Cristo: "Per causa tua siamo messi a morte tutto il giorno, siamo considerati come pecore da macello. Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori grazie a colui che ci ha amati" (Romani 8,35-37).

Come ho avuto modo di vedere tante volte nella mia vita, il Re è fedele. Risponde al nostro grido di aiuto e il suo amore non viene mai meno (Salmi 44,27).

O Signore, mio Re e mio Dio, "Alzati, vieni in nostro aiuto! Salvaci per la tua misericordia!" (v.26)

Luca 14,15-35

Accettare l'invito del Re

Il regno di Dio è una festa. È un banchetto. "Beato chi prenderà cibo nel regno di Dio!" (v.15) Gesù ti invita a questa festa. Ti invita a sperimentare la generosa ospitalità e l'amore di Dio. Non sarà un incontro solo con lui. Ma una festa celebrativa con tanti altri ospiti.

Il cibo che Gesù offre è cibo straordinario, capace di soddisfare ogni tua fame del cuore. Riempie il vuoto spirituale, soddisfa la tua fame di senso e scopo nella vita, di perdono e di desiderio di vita oltre la morte. La bevanda del banchetto è in grado di soddisfare la sete spirituale di ogni cuore umano.

La cosa triste è che molte persone non vedono una festa ma qualcosa di noioso, e così trovano scuse per non venire: "Ma tutti, uno dopo l'altro, cominciarono a scusarsi" (v.18). Una delle scuse che le persone sollevano è la proprietà: "Ho comprato un campo e devo andare a vederlo; ti prego di scusarmi" (v.18). Un'altra è quella dei beni: "Ho comprato cinque paia di buoi e vado a provarli; ti prego di scusarmi" (v.19). Un'altra ancora ha a che fare con le persone: "Mi sono appena sposato e perciò non posso venire" (v.20).

Se ci pensiamo, sono scuse patetiche, irrazionali e assurde. Non c'è urgenza di andare a vedere un campo che è già stato comprato o di provare cinque paia di buoi. E non c'è motivo per l'uomo sposato di non partecipare con la propria sposa. Non c'erano problemi di spazio.

Eppure, se applicate all'invito che Dio fa alla grande festa nel regno dei cieli, queste parole di Gesù suonano anche oggi come vere: "Ma tutti, uno dopo l'altro, cominciarono a scusarsi" (v.18).

Gesù parla poi del costo di seguirlo. Esorta la folla a sedersi "prima a calcolare la spesa" (v.28) e poi ad "esaminare se può affrontare" l'impresa (v.31). Dice: "Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo" (v.26). Gesù vuole essere la priorità numero uno della tua vita, al di sopra anche della famiglia e della tua stessa vita.

Prosegue: "Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo" (v.27). Un'immagine, la croce, che indica la possibilità di difficoltà e sofferenze. E infine: "Chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo" (v.33). Gesù ci invita ad aprire le mani e a mettere tutto ciò che abbiamo a sua disposizione.

Ma in tutto questo, non dobbiamo dimenticare che il costo di seguire Gesù non è nulla in confronto a:

  1. Ciò che riceviamo
    Gesù ha preparato per noi una festa, un banchetto che nient'altro su questa terra può eguagliare.
  2. Il costo di non seguire Gesù
    Gesù ha detto che coloro che trovano scuse non gusteranno "la mia cena" (v.24). Non ci potrebbe essere un costo più alto di questo: perdere tutte le benedizioni che Dio ha preparato per noi.
  3. Quanto è costato
    Gesù ci chiama a portare la nostra croce (v.27). Ma la piccola croce che portiamo non è nulla rispetto a quella che Gesù ha portato per noi.

Per questo, non perdere tutto ciò che Gesù ha preparato per te. Accogli il suo invito alla festa del regno di Dio e invita altri a farlo. Gesù stesso ci dice: "Esci subito per le piazze e per le vie della città e conduci qui i poveri, gli storpi, i ciechi e gli zoppi" (v.21).

Signore, grazie per il privilegio di essere invitati al tuo banchetto nel regno di Dio. Oggi apro le mani e metto tutto ciò che ho a tua disposizione.

Deuteronomio 16,21-18,22

Adorare Gesù come nostro Dio e Re

Gesù è l'unico vero re. Ciò che dovremmo fare è adorare lui e lui solo. In questo brano troviamo un avvertimento riguardante l'adorazione di "altri dèi" (16,21-17,7).

Siamo inoltre fortemente invitati ad evitare indovini, sensitivi, coloro che esercitano divinazione e sortilegio, negromanti o quelli che interrogano i morti (18,10-11).

Non c'è bisogno di adorare le stelle quando possiamo adorare colui che le ha create. Non sprecare tempo, energia o denaro con coloro che pretendono di parlarti del tuo futuro.

Per quanto riguarda il futuro, lascia che sia Dio la tua guida. Ci sarà un momento nella storia di Israele in cui si dirà: "Dovrai costituire sopra di te come re colui che il Signore, tuo Dio, avrà scelto" (17,15). A differenza di Dio, ovviamente, questo re umano non sarà perfetto. Sarà soggetto alle tentazioni in cui caddero tanti re d'Israele e di Giuda e in cui cadono ancora oggi molti capi. Queste tentazioni includono immoralità (v.17a), avidità (vv.16,17b) e orgoglio (v.20).

Il brano introduce poi la figura del re ideale (vv.18-20). Questo alto ideale della monarchia si compirà quasi completamente in Davide, ma non completamente. Davide sarà la base di speranza per l'arrivo di un nuovo Re "sul trono di Davide e sul suo regno" (Isaia 9,6).

Gesù non è solo il re ideale, è anche il profeta ideale. Mosè profetizzò che ci sarebbe stato un profeta come lui che avrebbe pronunciato le parole di Dio (Deuteronomio 18,15). Sia l'apostolo Pietro che Stefano, il primo martire cristiano, citano questo passaggio e vedono in Gesù il suo compimento (Atti 3,21-22; 7,37).

Che privilegio straordinario è vivere in un tempo in cui il regno di Dio è stato inaugurato da Gesù. Il grande profeta è sorto. Tutte le profezie dell'Antico Testamento si sono adempiute. Gesù è Re.

Signore Gesù, tu sei il mio Dio e il mio Re. Ti amo e ti ringrazio per averci amati e per averci invitati alla tua festa eterna.

Pippa Adds

Luca 14,33

"Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo". Oh aiuto! Sento di essere ancora troppo attaccata a molte cose materiali!

References

Salvo diversa indicazione, le citazioni delle Scritture sono tratte dalla Sacra Bibbia Italiana Cattolica, testo CEI 2008 a cura della Conferenza Episcopale Italiana. Utilizzata con permesso. Copyright © 2008 — 2019 Diritti d'autore riservati su testo e commento Fondazione di Religione Santi Francesco d’Assisi e Caterina da Siena. Le citazioni della Scrittura indicate con (MSG, AMP, NIVUK, NKJV, NLT, ecc.) riportano comunque il testo CEI®. Indicano i testi qui di seguito elencati a cui si rimanda per ulteriori approfondimenti. NIV - New International Version Anglicised - Copyright © 1979, 1984, 2011 Biblica, già International Bible Society MSG - The Message - Copyright © 1993, 1994, 1995, 1996, 2000, 2001, 2002. AMP - Amplified® Bible, Copyright © 1954, 1958, 1962, 1964, 1965, 1987 - Casa Editrice The Lockman Foundation NKJV - New King James Version®. Copyright © 1982 - Casa Editrice Thomas Nelson NLT - New Living Translation - Copyright © 1996, 2004, 2015, 2017 - Casa Editrice Tyndale House Fondation Tutti i diritti riservati.

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La Bibbia in un anno 2025

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