La Bibbia in un anno 2025Campione

Vedere la sua bontà
Ricordo ancora quel picnic in famiglia, con mia sorella e i nostri genitori. Stavamo giocando su quello che tutti pensavamo fosse un binario ferroviario in disuso. In realtà era ancora funzionante. All'improvviso mia madre gridò: "Via! Andate via, allontanatevi dai binari!" Un treno stava arrivando a grande velocità. Per fortuna, io e mia sorella ascoltammo il suo consiglio. Non ci fermammo a dire: "Mamma, smettila di spaventarci!" Se l'avessimo fatto, ora non sarei qui a parlarne. Entrambi ci allontanammo dal pericolo. Quell'avvertimento di mia madre fu un gesto d'amore di una madre per i suoi figli. I comandi di Dio nascono dalla sua bontà e dal suo amore per noi. Sono dati "*per il tuo bene*" (Deuteronomio 10,13). Vedere la sua bontà è importante. Gli avvertimenti di Gesù sul giudizio imminente e su come essere pronti nascono dal suo amore per noi. Nei brani di oggi vedremo che l'obbedienza è la via per sperimentare la sua bontà e per ricevere la sua benedizione.Salmi 43,1-5
La presenza di Dio
Come molti dei grandi uomini e donne di Dio nel corso dei secoli, l'autore del salmo è in lotta contro una fase di depressione spirituale. È abbattuto, la sua anima è turbata (v.5). Anche Gesù vive questa sensazione: "Adesso l'anima mia è turbata" e "La mia anima è triste fino alla morte" (Giovanni 12,27, Marco 14,34).
L'autore del salmo è circondato da "gente spietata" (Salmi 43,1a), un popolo "perfido e perverso" (v.1b). È "oppresso dal nemico" (v.2b). Nei Salmi c'è sempre qualcosa di molto reale e autentico. La vita non è facile. Potremmo ritrovarci ad affrontare battaglie, opposizione e persino depressione.
In tutti questi casi, la risposta giusta è rivolgersi a Dio. Pregare per ricevere la sua guida e presenza, la sua "luce" e "verità" (v.3). Il luogo di riferimento della presenza di Dio con il suo popolo in quel tempo era il tempio di Gerusalemme. Costruito su una "santa montagna", era il luogo della sua "dimora" (v.3). Nel Nuovo Testamento, invece, il tempio in cui Dio dimora in tutta la sua pienezza è Gesù (vedi Giovanni 2,19-21, Colossesi 1,19).
Nel giorno di Pentecoste, Gesù invia il suo Spirito Santo perché da quel momento in poi Dio possa abitare nel suo "tempio santo", cioè nel cuore delle singole persone e della comunità riunita. Per questo la Chiesa è qualcosa di così emozionante. Un luogo di gioia, delizia e lode.
Nel suo significato più profondo, l'obbedienza consiste nel volgersi a Dio, confidando nella sua bontà, non importa quale sia la situazione. Ciò di cui abbiamo bisogno nella nostra oscurità è la presenza di Dio e possiamo essere fiduciosi che questo, alla fine, sarà ciò che troveremo.
Signore, ti prego di mandare la tua luce e la tua verità; ci conducano alla tua presenza (Salmi 43,3).
Luca 12,35-59
La ricompensa di Gesù
La vita è un dono meraviglioso. Ad ognuno sono stati affidati talenti e responsabilità (v.48). Il modo in cui usiamo questi talenti è importante. In questo brano, troviamo degli avvertimenti su come possiamo usare la nostra vita. Avvertimenti dati per amore. Gesù avverte che il giudizio è imminente e dobbiamo essere pronti.
Gesù ci invita ad essere "pronti" per il servizio (v.35), ad attendere il ritorno di Gesù come se dovesse essere oggi. A coloro che si faranno trovare pronti sarà offerta una meravigliosa ricompensa: "Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli" (v.37a). Gesù si stringerà le vesti ai fianchi, ci farà mettere a tavola e passerà a servirci (v.37b). La bontà e la grazia di Gesù sono qualcosa di incredibile. Gesù invertirà i ruoli in un modo straordinario e sorprendente.
Per questo, dovremmo fare di tutto per essere pronti ad accoglierlo quando tornerà (v.40), essere come "l'amministratore fidato e prudente" (v.42). Così facendo, saremo ampiamente ricompensati, saremo beati (v.43). Gesù ci "metterà a capo di tutti i suoi averi" (v.44).
Il pericolo che corriamo è pensare che Gesù tarderà a venire (v.45), e che quindi potremo continuare a fare esattamente ciò che stavamo facendo e che ci sarà tutto il tempo per sistemare le cose.
Il fatto che il "padrone tarda a venire" inganna il servo imprudente, lo porta a trascurare il suo compito e a non agire come vorrebbe il padrone (v.45). Per molte persone oggi, Dio sembra una figura lontana o irrilevante, con scarso impatto sulla propria vita. Questo brano è un avvertimento per ricordarci che un giorno ci sarà una resa dei conti per tutto ciò che avremo fatto, e per incoraggiarci ad agire ora.
Gesù dice poi che continuare a fare le cose della nostra vita che sappiamo essere sbagliate è molto peggio di fare cose che non sappiamo essere sbagliate (vv.47-48).
Gesù ci chiama ad obbedire e a servirlo con fedeltà e sapienza. Se sapremo usare saggiamente ciò che che ci è stato donato, Dio ci benedirà dandoci più responsabilità. E più Dio ci dona, maggiore è la responsabilità che abbiamo di usare bene il suo dono. Gesù dice: "A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più" (v.48b).
Se hai una bella famiglia, una casa, una buona educazione, salute, amici, lavoro, cibo, vestiti, vacanze, se hai accesso alla Bibbia, la libertà di incontrarti e di pregare, e così via, allora sei tra quelli a cui è stato dato molto. Molto quindi ci si aspetta da te.
Gesù stesso non ha avuto una vita facile. Dice: "Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto!" (v.50) Gesù ha vissuto all'ombra della croce. Sapeva che avrebbe dovuto soffrire. Quando sappiamo che stiamo affrontando qualche difficoltà o sfida nella nostra vita, spesso ci sentiamo angosciati (v.50, RSV). Se noi ci sentiamo così per cose relativamente piccole, quanto deve essere stato terribile per Gesù affrontare gli orrori della crocifissione, sopportando il peccato del mondo intero.
Attraverso la croce, Gesù ha portato tutti ad essere in pace con Dio. Non ha eliminato le prove e le sfide nella nostra vita. Ha detto: "Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione" (v.51). A volte queste divisioni riguardano coloro che sono a noi più vicini. Gesù non esclude che ci possa essere divisione tra coloro che sono con lui e coloro che sono contro di lui.
Ognuno di noi è chiamato ad essere portatore di pace. Fare sempre tutto il possibile per "trovare un accordo" (v.58).
Signore, aiutaci ad essere sempre pronti al servizio e a sfruttare al meglio tutto ciò che ci hai affidato.
Deuteronomio 11,1-12,31
La forza di Dio
Gesù non è stato il primo a unire amore e obbedienza. La legge di Mosè fu data da Dio per amore. Richiedeva una risposta d'amore: "Ama dunque il Signore, tuo Dio, e osserva ogni giorno le sue prescrizioni: le sue leggi, le sue norme e i suoi comandi" (11,1, MSG).
Le parole di Dio dovrebbero permeare tutto il nostro essere, la nostra vita: "Porrete dunque nel cuore e nell'anima queste mie parole; ve le legherete alla mano come un segno e le terrete come un pendaglio tra gli occhi; le insegnerete ai vostri figli, parlandone quando sarai seduto in casa tua e quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai" (vv.18-19, MSG).
Dovremmo conoscere, imparare e insegnare la parola di Dio, e metterla in pratica nella nostra vita. Vivere apertamente e onestamente, camminando alla luce della verità di Dio come è rivelata nella sua parola, porta una grande benedizione.
Dio promette le sue benedizioni a coloro che obbediscono fedelmente ai suoi comandi: "Amando il Signore, vostro Dio, e servendolo con tutto il cuore e con tutta l'anima" (v.13, vedi anche vv.22.27).
La disobbedienza invece è molto estenuante e distruttiva. So per esperienza che il peccato intenzionale porta al senso di colpa e intacca l'energia. Alla fine, finiamo per essere infelici. Mosè dice: "Davvero i vostri occhi hanno visto le grandi cose che il Signore ha operato. Osserverete dunque tutti i comandi che oggi vi do, perché siate forti e possiate conquistare la terra che state per invadere al fine di possederla" (vv.7-8). L'obbedienza porta la benedizione della forza.
Siamo chiamati a scegliere bene. Dio dice: "Vedete, io pongo oggi davanti a voi benedizione e maledizione" (v.26, MSG). Se sceglieremo l'obbedienza saremo benedetti da Dio; saremo una calamita per le sue benedizioni. La sapienza sta scegliendo di fare ora ciò di cui saremo soddisfatti in futuro.
A volte siamo tentati di disobbedire a Dio perché vediamo che attorno a noi tutti lo fanno. Mosè dice: "Guàrdati bene dal lasciarti ingannare seguendo il loro esempio, dopo che saranno state distrutte davanti a te, e dal cercare i loro dèi, dicendo: 'Come servivano i loro dèi queste nazioni? Voglio fare così anch'io'" (12,30). Continua: "Osserverete per metterlo in pratica tutto ciò che vi comando: non vi aggiungerai nulla e nulla vi toglierai" (v.13,1).
Signore, grazie per tutta la tua bontà. Ti prego di riempirmi oggi con il tuo amore e la tua forza, gioia e bontà, fedeltà e saggezza.
Pippa Adds
Deuteronomio 11,18-20
"Porrete dunque nel cuore e nell'anima queste mie parole; ve le legherete alla mano come un segno e le terrete come un pendaglio tra gli occhi; le insegnerete ai vostri figli, parlandone quando sarai seduto in casa tua e quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai; le scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte".
Se sei giovane, ti incoraggio ad imparare ora i versetti della Bibbia. Quando sì è più grandi, è molto più difficile! Nell'aiutare i nostri figli in questo, non sono sicura di aver fatto un ottimo lavoro. Ricordo però che occasionalmente attaccavo dei post-it sul frigorifero con dei versetti della Bibbia.
A volte mi accorgo che i versetti che ritornano più spesso nella mia vita sono proprio quelli che ho imparato da giovane.
References
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