La Bibbia in un anno 2025Campione

Come amare
Il 13 maggio 1981, quattro proiettili colpirono Giovanni Paolo II: due si fermarono all'altezza del suo intestino inferiore, gli altri due nella sua mano sinistra e nel braccio destro. L'attentato lo ferì gravemente provocando notevoli perdite di sangue: la sua salute non fu più la stessa. Nel luglio 1981, l'attentatore, Ali Ağca, fu condannato all'ergastolo. Il Papa chiese alle persone di pregare per lui, disse: "Per mio fratello Ağca, che ho sinceramente perdonato". Due anni dopo, Papa Giovanni Paolo II si recò in carcere per incontrare il suo attentatore. Gli prese la mano e a voce bassa gli disse che lo aveva perdonato (sebbene Ali Ağca non avesse chiesto perdono). Instaurò con lui un'amicizia che nel corso degli anni si sviluppò. Nel 1987 incontrò la madre di Ağca e dieci anni dopo anche il fratello. Nel giugno 2000, su richiesta del Papa, Ağca ricevette la grazia dal Presidente della Repubblica Italiana. Nel febbraio 2005 inviò una lettera al Papa augurandogli ogni bene. Alla morte del Papa, il 2 aprile 2005, Adrian, il fratello di Ağca, dichiarò che tutta la sua famiglia era in lutto e che il Papa era stato per loro un grande amico. La risposta di amore e di misericordia di Papa Giovanni Paolo II nei confronti di Ağca fu grande. Ma ancora più grande e straordinario è l'amore di Dio per tutti noi. Attraverso la croce di Gesù: "*Amore* e *verità* s'incontreranno, *giustizia* e *pace* si baceranno" (Salmi 85,11).Salmi 40,10-18
Amore e verità
Gesù è la personificazione dell'amore di Dio, ma ha anche detto: "Io sono... la verità" (Giovanni 14,6). Lo Spirito Santo riversa l'amore di Dio nel nostro cuore (Romani 5,5), ma è anche "Spirito della verità" (Giovanni 15,26). La verità è rigida se non viene ammorbidita dall'amore; l'amore è debole se non è rafforzato dalla verità.
Davide dice: "Non ho celato il tuo amore e la tua fedeltà" (Salmi 40,11c) e "Il tuo amore e la tua fedeltà mi proteggano sempre" (v.12b). Per lui, amore e verità non si escludono a vicenda, ma sono perfettamente complementari. La verità è che Dio ti ama, è giusto e fedele e porta giustizia sulla terra.
Ma come l'amore e la verità sono complementari, così anche la giustizia e la misericordia lo sono. In questo brano, Davide implora la misericordia di Dio e lo fa a partire dalla conoscenza che ha della giustizia di Dio: "Non rifiutarmi, Signore, la tua misericordia... le mie colpe mi opprimono e non riesco più a vedere" (vv.12a.13b). Per poter vedere chiaramente, abbiamo bisogno della misericordia e del perdono di Dio.
Signore, il tuo amore e la tua verità mi proteggano sempre.
Luca 9,28-56
Amore e misericordia
Ci sono state nella tua vita esperienze "spiritualmente elevate" in cui hai vissuto in modo intenso la sensazione della presenza di Dio? In cui ti sei sentito, o sentita, straordinariamente vicino, o vicina, a Gesù? Questo brano inizia con un'esperienza di questo tipo.
Gesù porta Pietro, Giovanni e Giacomo su un monte a pregare. Mentre sta pregando, Gesù si trasfigura davanti a loro. Vedono "la sua gloria" (v.32). Pietro dice: "Maestro, è bello per noi essere qui!" (v.33, MSG) Poi spaventati "all'entrare nella nube" (v.34, MSG) sentono la voce di Dio che dice: "Questi è il Figlio mio, l'eletto; ascoltatelo!" (v.35)
I discepoli vivono un'esperienza intensa di Dio, ma che poi si conclude: "Quando furono discesi dal monte". Vi è sempre un tempo in cui anche noi siamo chiamati a ridiscendere dal monte (v.37). Le cime dei monti ci ispirano, ma sono le valli che ci fanno maturare.
Da lì a poco i discepoli avrebbero dovuto affrontare situazioni molto difficili: fallimento nel loro ministero, mancanza di comprensione e rivalità. Sfide che incontriamo anche noi nelle nostre vite. Situazioni che attraverso le esperienze fatte di vicinanza con Dio possiamo vivere quaggiù in un modo nuovo e diverso.
Gesù chiama i suoi discepoli ad un amore che abbraccia tutti, che accoglie tutte le persone: "Chi accoglierà questo bambino nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato" (v.48). Gesù ci invita ad accogliere tutte le persone indipendentemente da ciò che possono fare per noi.
Il modo in cui accogliamo le persone è davvero importante. Alcune persone sono calde e accoglienti, altre no. Alcune chiese sono calde e accoglienti, altre no. Una chiesa che mi ha sempre ispirato è quella degli Hillsong. Il benvenuto che danno ad ogni persona che partecipa alle loro funzioni e conferenze è qualcosa di straordinario. La sensazione che danno è di credere profondamente al principio secondo il quale chi accoglie una persona, accoglie Gesù. E accogliendo Gesù, accoglie colui che lo ha mandato.
Giovanni dice: "Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e glielo abbiamo impedito, perché non ti segue insieme con noi" (v.49). Gesù risponde: "Non lo impedite, perché chi non è contro di voi, è per voi" (v.50, vedi Luca 11,23). Accogliere persone al di fuori del proprio contesto, denominazione e tradizione è importante. Se non sono contro Gesù, sono per lui. Accogliamoli come tali.
Non sempre però i discepoli di Gesù vengono accolti. Spesso succede anche a noi e questo è normale. Anche Gesù non era sempre il benvenuto. Quando partì alla volta di Gerusalemme, mandò dei messaggeri davanti a lui nel villaggio samaritano per preparargli la strada, ma lì la gente non lo accolse (9,51-53).
A volte, quando non vengo accolto, la mia reazione immediata è un po' come quella di Giacomo e Giovanni: cercare vendetta. Nel vedere Gesù rifiutato, i discepoli chiedono: "Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?" (v.54) Ma la vendetta non è mai la risposta giusta: Gesù "si voltò e li rimproverò" (v.55).
Gesù, che è la verità e che ha preso su di sé la giustizia di Dio per mezzo della croce, ci insegna il significato della parola amare: amare anche i nostri nemici e avere misericordia di loro.
Signore, aiutami ad amare, come Gesù, in modo onnicomprensivo. Aiutami a non cercare mai vendetta, ma a donare misericordia e amore anche ai miei nemici.
Numeri 35,1-36,13
Amore e giustizia
L'intera vita della nazione di Israele era governata direttamente da Dio. Operava in un mondo molto diverso dal nostro. Alcune delle leggi avevano un'applicazione universale. Altre erano specifiche, pensate proprio per l'antico Israele. In questo brano scopriamo alcuni tratti iniziali del codice di pratica legale dell'antico Israele.
L'intenzione della pena capitale era di evidenziare l'importanza della vita umana (Genesi 9,6). La morte di una vita umana era così grave per cui la pena doveva essere severa allo stesso modo. Inoltre l'ergastolo non era un'alternativa concretamente praticabile a quel tempo.
Osserviamo che vi era distinzione tra omicidio con "premeditazione" (Numeri 35,20) e omicidio colposo (senza "inimicizia" e "senza premeditazione", v.22) e un inizio del processo con giuria, cioè con giudizio del popolo. Gli accusati di un reato dovevano "comparire in giudizio dinanzi alla comunità" (v.12, MSG). "La comunità giudicherà" (v.24, MSG).
La singola persona, "Il vendicatore del sangue" (v.19), non poteva vendicarsi privatamente. La questione doveva essere portata davanti al tribunale ("la comunità", v.12) da più di un testimone e la decisione era presa dal tribunale. Dovevano esserci prove davvero valide (v.30). Non ci doveva essere corruzione (v.31).
Con il Nuovo Testamento viene fissata una chiara distinzione tra cose dello stato e morale personale. Le autorità di governo sono stabilite da Dio: "Ciascuno sia sottomesso alle autorità costituite. Infatti non c'è autorità se non da Dio: quelle che esistono sono stabilite da Dio" (Romani 13,1). Lo stato si preoccupa della protezione degli altri. Stare a guardare e permettere l'ingiustizia non sarebbe giusto e neppure cristiano. Vorrebbe dire permettere al male di agire incontrollato e ignorare il dolore delle vittime.
Tuttavia, sia Gesù che l'apostolo Paolo, ribadiscono l'importanza di non vendicarsi (Matteo 5,38-42, Romani 12,17-19). Questo atteggiamento di amore e di perdono non è negare la giustizia, ma esprimere fiducia nella giustizia ultima di Dio (vedi Romani 12,19). Se confideremo nella sua giustizia, Dio ci darà il potere di imitare il suo amore. Miroslav Volf ha detto: "La pratica della non violenza richiede fede nella giustizia divina… Sapere che i torturatori non trionferanno eternamente sulla vittima è importante. Ci rende liberi di riscoprire tracce di umanità anche in loro e ci aiuta ad imitare l'amore di Dio per loro".
La distinzione tra moralità personale e stato è spesso elemento di tensione dentro ognuno di noi. Siamo tutti individui a cui Gesù ha comandato di non reagire né vendicarsi. Siamo anche cittadini dello stato con il dovere di prevenire la criminalità e assicurare i trasgressori alla giustizia. Non è facile gestire questa tensione, ma un atteggiamento d'amore richiede che venga fatto. Ciò che ci spinge dovrebbe essere sempre l'amore e la giustizia, non la rappresaglia o la vendetta. In ogni situazione occorre agire con un atteggiamento d'amore.
Signore, aiutami a combinare la passione per la verità e la giustizia con un atteggiamento di amore e misericordia.
Pippa Adds
Luca 9,46-48
Sembra incredibile sentire i discepoli di Gesù discutere su chi fosse il più grande tra loro.
C'è da dire che sicuramente lo facevano con onestà di intenti. Nel versetto 48, Gesù dice loro: "Chi infatti è il più piccolo fra tutti voi, questi è grande". La vera umiltà è davvero una cosa meravigliosa. Una cosa che illumina i discepoli.
References
Salvo diversa indicazione, le citazioni delle Scritture sono tratte dalla Sacra Bibbia Italiana Cattolica, testo CEI 2008 a cura della Conferenza Episcopale Italiana. Utilizzata con permesso. Copyright © 2008 — 2019 Diritti d'autore riservati su testo e commento Fondazione di Religione Santi Francesco d’Assisi e Caterina da Siena. John Eddison, ‘At the Cross of Jesus’, © Scripture Union Miroslav Volf, *Exclusion & Embrace*, (Abingdon 1996), p.304 Le citazioni della Scrittura indicate con (MSG, AMP, NIVUK, NKJV, NLT, ecc.) riportano comunque il testo CEI®. Indicano i testi qui di seguito elencati a cui si rimanda per ulteriori approfondimenti. NIV - New International Version Anglicised - Copyright © 1979, 1984, 2011 Biblica, già International Bible Society MSG - The Message - Copyright © 1993, 1994, 1995, 1996, 2000, 2001, 2002. AMP - Amplified® Bible, Copyright © 1954, 1958, 1962, 1964, 1965, 1987 - Casa Editrice The Lockman Foundation NKJV - New King James Version®. Copyright © 1982 - Casa Editrice Thomas Nelson NLT - New Living Translation - Copyright © 1996, 2004, 2015, 2017 - Casa Editrice Tyndale House Fondation Tutti i diritti riservati.Riguardo questo Piano

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