La Bibbia in un anno 2025Campione

Di una sola cosa c'è bisogno
La prima volta che ho incontrato Gesù nella mia vita è stato nel 1974. In quei primi giorni da cristiano partecipai ad un meeting religioso. Lo speaker era un signore di ottant'anni e la presentazione aveva per titolo: The Five "One Things", Le cinque "una cosa". Lo speaker mise in evidenza cinque momenti significativi nella Bibbia in cui compare l'espressione "una cosa" (Salmi 27,4, Marco 10,21, Luca 10,42, Giovanni 9,25, Filippesi 3,13). Ognuno di essi parla di priorità e uno di questi compare nel brano di oggi del Nuovo Testamento (Luca 10,42). Ho sempre provato una certa empatia per Marta. Gesù dice: "Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose" (v.41). Nella vita, ci sono tante cose, ma Gesù dice: "Di *una cosa sola* c'è bisogno" (v.42). Tra Marta e Maria, è Maria ad aver colto la priorità più grande.Salmi 41,8-14
La priorità della sua presenza
In mezzo alle sfide della vita, abbiamo sempre la possibilità di riconoscere la presenza di Dio.
Davide ha le sue preoccupazioni, le sue distrazioni e i suoi nemici. Come Gesù, e in un modo molto simile a lui, sperimenta il tradimento. Dice: "Anche l'amico in cui confidavo, che con me divideva il pane, contro di me alza il suo piede" (v.10, vedi anche Giovanni 13,18).
Davide ci insegna ad avere fiducia che il bene, alla fine, trionferà sul male (Salmi 41,12b). Dio si compiace di noi e ci vuole bene (v.12a). Il desiderio più forte di Davide è godere della presenza di Dio (v.13). È questa la priorità numero uno che dovremmo avere. Questo è ciò per cui siamo stati creati. È la presenza di Dio che soddisfa i nostri bisogni più profondi.
Padre, aiutami oggi a godere del tuo favore e della tua presenza in mezzo a tutte le sfide e le difficoltà della vita.
Luca 10,25-11,4
Le priorità di Gesù
Quali sono le tue priorità? Il tempo con Gesù è una di queste? È qualcosa che cerchi di inserire in agenda? La tua relazione con lui è la tua priorità numero uno?
Nel brano di oggi Gesù, che è un laico, incontra un dottore della legge, vale a dire un teologo e giurista. Questi pone a Gesù una domanda sulla via per la vita eterna, una domanda da "un milione di dollari"!
Il tipo di risposta che Gesù dà al dottore della Legge è esemplare. Risponde così: "Come leggi?" (10,26.36). In altre parole: Tu cosa ne pensi? Questo modo di rispondere è esattamente quello che cerchiamo di utilizzare nei corsi Alpha durante le conversazioni nei piccoli gruppi.
L'uomo risponde bene: "Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente" (v.27). È proprio questa la massima priorità che dovremmo avere. E quella subito dopo: "Amare il tuo prossimo come te stesso" (v.27).
Prosegue poi con una seconda domanda, probabilmente per cercare una scappatoia (v.29). La sua intenzione forse era di restringere l'insieme delle persone appartenenti alla categoria del "prossimo", ad esempio alla famiglia, agli amici, ai parenti, ai membri della propria comunità religiosa.
Ma per Gesù non è così. E per aiutarci a capire condivide una parabola. Un uomo stava viaggiando su una strada notoriamente pericolosa, lunga 17 miglia, da Gerusalemme a Gerico, una discesa di circa 3.000 piedi. Stava trasportando merci e oggetti di valore. Ad un certo punto subisce un'ingiustizia. Viene assalito, derubato, spogliato, picchiato e dato per morto (v.30).
Passarono di là dei capi religiosi. Prima il sacerdote (che probabilmente aveva appena svolto le celebrazioni nel tempio di Gerusalemme) e poi il levita (l'assistente responsabile della liturgia e della musica). Entrambi "videro" il malcapitato (vv.31-32) ma nessuno dei due si fermò. A volte capita anche a noi, davanti ad una situazione di necessità non ci fermiamo. Ma perché? Le ragioni possono essere molte. Tre che trovo interessanti sono:
- Siamo troppo occupati
Forse avevano fretta. Non volevano essere coinvolti in un'attività che richiedeva tempo. - Non vogliamo inquinarci
Toccare un cadavere li avrebbe resi impuri per sette giorni (Numeri 19,11). Non sarebbero potuti entrare nel tempio per tutti quei giorni (Levitico 21,1). Rischiavano di perdere il proprio turno al tempio. - Non vogliamo correre rischi
Ovviamente c'erano dei ladri in giro. Questo avrebbe potuto essere un'esca per un possibile agguato.
È probabile che nell'ascoltare questa parabola, la folla attorno a Gesu ne sia rimasta scioccata. Come eroe della storia, Gesù sceglie una persona appartenente ad un gruppo, i samaritani, disprezzato socialmente, politicamente e religiosamente dagli ebrei. Ma Gesù va oltre e pone al centro della storia una persona di un gruppo e religione diversa, che prova compassione (Luca 10,33). Il samaritano offre un aiuto pratico, che gli costa tempo, energia e denaro (vv.34-35).
La parabola mette in luce che la domanda posta dal dottore della Legge è sbagliata (v.29). La domanda giusta non è: "Chi è il mio prossimo?", ma: "A chi posso essere prossimo?" Gesù insegna la natura assoluta e illimitata dell'amore. Gesù è venuto per distruggere tutte le barriere. L'intera razza umana è nostra vicina, nostra prossimo.
In uno dei suoi messaggi del giorno di Natale, la regina Elisabetta II una volta ha detto: "Quando Gesù risponde alla domanda: 'Chi è il mio prossimo?' sento che la risposta è chiara. Ognuno è il nostro prossimo, non importa di quale etnia, credo o colore".
"Un sacerdote… passò oltre" (v.31b) è un'espressione così brutta. Ci sono così tante persone ferite intorno a noi. Passare oltre, come il sacerdote e il levita, è qualcosa che dovremmo sempre evitare nella nostra vita. Il samaritano, invece, "ebbe compassione" (v.33b). Come dice Jackie Pullinger, l'uomo lo caricò sulla propria cavalcatura (v.34), ma non la cavalcatura delle chiese! Si prese cura di lui (v.34b) e diede il suo denaro (v.35).
(Puoi ascoltare l’intervista di Nicky e Pippa Gumbel a Jackie Pullinger qui: https://www.alpha.org/blog/leadership-conversations-with-nicky-gumbel-podcast-jackie-pullinger/).
Alla fine di questa parabola, Gesù dice: "Va' e anche tu fa' così" (v.37b). Gesù ci invita ad avvicinarci alle persone che hanno bisogno, a lasciarci coinvolgere e ad aiutarle. Quando aiutiamo le persone che soffrono, solleviamo i caduti e ristoriamo i feriti siamo simili a Dio, più di ogni altra situazione. Dovremmo cercare di rendere tutto questo una priorità assoluta nella nostra vita. Una priorità però che deriva da qualcosa di ancora più grande.
Tra le molte priorità, Maria sceglie la piu grande: "Seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola" (v.39). Sebbene ci siano molte distrazioni e preoccupazioni in giro, riconosce che non c'è niente di più importante che sedersi ai piedi di Gesù e ascoltarlo. Questa è la priorità numero uno per tutti noi.
Marta è invece troppo occupata dalle faccende per ritagliarsi del tempo e stare in compagnia di Gesù. Non passare del tempo con Gesù è l'errore più grande che possiamo fare nella nostra vita spirituale. Sul letto di morte nessuno ha mai detto: "Avrei voluto trascorrere più tempo in ufficio". Il rammarico di molte persone oggi è di non aver dedicato più tempo alle relazioni più importanti.
Probabilmente non è un caso che la successiva parabola raccontata da Luca riguardi proprio la preghiera. I discepoli sono interessati a conoscere di più la preghiera e chiedono a Gesù come pregare. Con questa parabola Gesù ricorda l'importanza di trascorrere del tempo con Dio nella preghiera (11,1). È in questo contesto che Gesù consegna ai suoi discepoli la preghiera del "Padre Nostro".
La preghiera inizia con un invito alla straordinaria intimità che possiamo avere con Dio: ci invita a chiamarlo "Padre". Una relazione intima con Dio le cui ricadute si dovrebbero avere su tutto il resto della nostra vita. Una relazione che riguarda il cibo quotidiano (v.3), la venuta del suo regno (v.2), i peccati che siamo chiamati a perdonare agli altri, o che devono essere a noi perdonati (v.4).
Sono molti i modi con cui possiamo far crescere la nostra relazione con Gesù. Qualunque sia il tuo modo, non dimenticare di metterlo come priorità numero uno della tua vita.
Signore, aiutami a godere della tua presenza. Possa avere l'amore e il coraggio di rialzare chi è caduto, portare conforto a chi sta soffrendo, aiutare le persone ferite.
Deuteronomio 2,24-4,14
La priorità della relazione
Mosè racconta di come Dio abbia dato loro la terra e la legge. Eppure il privilegio più grande non sono la terra e la legge, ma l'amore di Dio: "Il Signore, nostro Dio, è vicino a noi ogni volta che lo invochiamo" (4,7).
Inoltre, sembra esserci una connessione intenzionale tra il modo in cui il popolo di Dio è stato istruito a vivere e l'impatto che avrebbe avuto sulle altre nazioni (v.6). Dio voleva che questo popolo fosse un esempio per tutti gli altri popoli, sia per quanto riguarda la natura del Dio che adoravano, sia per quanto riguarda la qualità della giustizia sociale incarnata nella comunità. Una giustizia come quella incarnata dal buon samaritano.
La legge è espressione dell'amore e del desiderio di Dio di essere vicino al suo popolo. Per questo li esorta: "Ma bada a te e guardati bene dal dimenticare le cose che i tuoi occhi hanno visto, non ti sfuggano dal cuore per tutto il tempo della tua vita: le insegnerai anche ai tuoi figli e ai figli dei tuoi figli" (v.9). La legge è data attraverso un'alleanza, l’antica alleanza (v.13). Inizia con l'impegno di Dio nei nostri confronti e il suo amore per noi.
Allo stesso modo, la nuova alleanza inizia con l'impegno di Dio attraverso la morte e risurrezione di Gesù e attraverso l'amore di Dio che viene riversato nel nostro cuore dallo Spirito Santo. Attraverso Gesù, abbiamo accesso permanente alla presenza di Dio (Efesini 2,18).
Padre, aiutaci a starti vicini, a vivere alla tua presenza, seduti ai piedi di Gesù, ascoltando le tue parole e a metterle in pratica.
Pippa Adds
Luca 10,38-42
Provo molta simpatia sia per Maria che per Marta. Conosco bene la sensazione di dover preparare ogni cosa mentre le altre persone se ne rimangono sedute attorno alla "figura spirituale" di turno, e non muovono un dito per aiutare. Ma ho anche vissuto momenti in cui ero io quella seduta, mentre altri si davano da fare e preparare tutto. Ricordo ancora quel talk di Brian Houston intitolato "Burden and Ease", fardello e sollievo: entrambi sono necessari nella vita.
References
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